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Cava di Asei, ancora una bocciatura “L’impatto ambientale è a rischio”

Cava di Asei, ancora una bocciatura "L’impatto ambientale è a rischio"


Giuste le perplessità del Comune sulla cava di Asei. E così se la ditta
vuole proseguire nel progetto dovrà presentare una serie di integrazioni, a
partire dalla valutazione di impatto ambientale. La Conferenza dei servizi
convocata dalla provincia di Biella non ha dato il via libera. A questo punto
la ditta ha 60 giorni di tempo per decidere se rinunciare oppure procedere con
le verifiche di fattibilità. 

«Nella nostra relazione - spiega il vice sindaco Leonardo Fasanino -
abbiamo fatto notare la necessità di effettuare approfondite valutazioni
ambientali. Inoltre, a nostro parere, il materiale della cava che verrebbe
recuperato risulterebbe essere esiguo, così come praticamente irrilevante la
ricaduta dei posti di lavoro sul territorio; senza dimenticare i disagi al
traffico e alla rete viaria». 

 Progetto controverso  

La cava sorge lungo la provinciale che da Sostegno scende verso Roasio e
Villa del Bosco. Ora la palla passa all'impresa che da anni ha in mano il
progetto. Negli Anni 90 si era puntato sull'area di Asei per l'estrazione del
materiale che sarebbe servito alla futura Pedemontana, progetto non ancora
partito dopo decenni. Per un po' l'intervento era rimasto nel cassetto, ma
nell'ultimo biennio è tornato alla ribalta trovando l'opposizione prima della
popolazione di Asei e quindi della nuova amministrazione comunale guidata dal
sindaco Giuseppe Framorando. 

«L’intervento estrattivo si propone di coltivare calcare dolomitico a uso
industriale ripristinando fronti di vecchie coltivazioni minerarie per
migliorarne la stabilità a lungo termine - viene spiegato nella relazione
presentata dall’azienda Italargille di Borgomanero -. La destinazione finale
dei fronti è di palestra di roccia per una buona parte con l’uso del terreno
pianeggiante davanti al piazzale di cavo per tempo libero». 

 La risposta del Comune all'idea progettuale è chiara, come sostiene
Fasanino: «Riteniamo che per il recupero ambientale dei luoghi sarebbe
sufficiente un intervento di pulizia boschiva per realizzare, per esempio, una
parete di roccia nel fronte scoperto della cava, senza alterare un habitat
inviolato da 50 anni. Di contro non possono essere trascurati i danni effettivi
arrecati all’ambiente circostante a spese principalmente della popolazione di
Asei». 

 Poi c’è l’aspetto ambientale. «Le forti esplosioni - viene scritto nel
documento - generano il terrore della fauna selvatica, con il rischio che gli
animali si riversino in strada. Nel raggio di un chilometro dalla parete di
cava sono presenti arnie di api e poco oltre le vigne di Bramaterra Doc in
espansione». Non a caso Sostegno ha sottoscritto anche un accordo con i Comuni
vicini per tutelare i propri prodotti tipici, opponendosi allo sfruttamento del
territorio. 

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RISERVATI  


Fonte: La Stampa Biella

PUBBLICATO IL 26/07/2017

ULTIMA MODIFICA IL 27/07/2017 ALLE ORE 10:15

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