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La cava? Un'opportunità

" La cava?


Un'opportunità "



In paese scoppia la polemica: amministratori e cittadini bocciano la riapertura. La parola all'ex sindaco Vigna: "Il progetto risale al 2007. Ora vi spiego di cosa si tratta"

Sostegno - 19/11/2015


I cittadini di Sostegno lo hanno detto chiaramente: la cava di Asei non deve tornare in attività. Un parere condiviso anche dagli amministratori che sull'argomento hanno organizzato un incontro pubblico la scorsa settimana. A guidare il fronte del "no" il sindaco Giuseppe Framorando che non intende dare spiegazioni sul progetto al telefono. Chiara invece la posizione dell'ex sindaco, ora capogruppo di minoranza,  Danila Vigna che l'iter lo ha seguito fin dal suo inizio. "Il progetto relativo alla riapertura della cava di Asei risale al 2007 quando ancora non ero stata eletta sindaco. La ditta Ital Argille venne a chiedere di poter riaprire il sito un tempo fonte di posti di lavoro per l'intera zona. La ditta ebbe il via libera da Regione e Provincia e inizió le pratiche per l'acquisizione dei terreni". L'amministrazione Vigna, una volta insediata, si ritrovó a dover gestire il progetto che si bloccó a causa dei tempi necessari all'acquisto di tutti gli appezzamenti attualmente ceduti dai proprietari. "Fummo convocati in Regione e parlammo con l'azienda di compensazioni. Chiedemmo di ripulire il sito, tutt'oggi diventato una discarica a cielo aperto, di riqualificare l'area rimettendo a posto le rotaie dei vecchi carrellini e la casa del custode al fine di far diventare l'area un sito di interesse culturale e storico. Non solo, eravamo arrivati all'accordo che, la Ital Argille, avrebbe realizzato una palestra di roccia che sarebbe andata  in gestione ad un'associazione sportiva del territorio". Non solo, l'azienda si sarebbe occupata della piantumazione di alberi e della manutenzione della strada provinciale che porta alla cava. "Ai tempi chiesi anche dei pareri tecnici a geologi ed ingegneri della zona che mi diedero il loro parere positivo all'opera anche se, la decisione, era già stata presa. Anche dal punto di vista ambientale feci i miei accertamenti andando a visitare una cava simile gestita dalla stessa azienda a Maggiora. Risultato? Zero rumore e polvere. Parlai addirittura con un allevatore che viveva a poche centinaia di metri e che non aveva mai avuto problemi. Capisco che si tratti di una decisione subita e non presa direttamente dall'amministrazione che puó avere le sue idee in merito ma, in paese, è scoppiato il panico. Credo che sarebbe stato più opportuno presentare la cosa in modo diverso al fine di evitare sterili polemiche e pure infondate dato che l'attività non danneggerà il territorio. Del resto, a Sostegno le cave ci sono sempre state".


e.r


fonte: BiellaCronaca

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